La scuola di Serravalle “cantiere” di solidarietà con pennellate e allegria

Piccoli allievi al lavoro con i profughi di Nigeria e Gambia

ELISA SCHIFFO

SERRAVALLE (ASTI)

«Lo scossone che serviva per mobilitare Serravalle». Paola Muraro, da sei anni dietro al bancone dell’alimentari «Bottega della piazzetta» è una delle volontarie che, chiusa la serranda, ha preso raschietto e carta vetro e si è messa al lavoro, raggiungendo i suoi figli Luca (10 anni) e Davide (8) che erano già attivi da qualche giorno. E’ aperta per ferie la piccola scuola di Serravalle, un cantiere che coinvolge la frazione intera, i serravallesi vecchi e nuovi, come Lamine e Daniel, i profughi arrivati dalla Nigeria e dal Gambia che vivono in via Nazionale, la via principale, nel centro di accoglienza gestito dalla società Agathon.

Il «team»

A rimboccarsi le maniche ci sono ex allievi, genitori, commercianti, artigiani, insegnanti ed educatori da tutta Italia (Cerveteri, Busto Arsizio, Vicenza, Monza). «Li aspetto per la pausa ghiacciolo – dice Claudio Dellagaren del bar caffetteria Nazionale – la loro forza di volontà è ammirevole». Si tratta di dare colore e una «risistemata» alla scuola che si prepara a ospitare la nuova avventura del progetto «Bimbisvegli» che da settembre non correranno più nei corridoi di corso XXV Aprile ma nei boschi della frazione. Un nuovo modello di didattica «senza zaino e senza compiti» che si ispira a don Milani, Montessori e a Mario Lodi, preso per mano dal maestro Giampiero Monaca. «L’ambiente educante è spazio e gruppo persone – dice il maestro che a settembre porterà l’esperienza astigiana al convegno nazionale Didacta di Firenze – per questo siamo partiti dai preparativi, è più semplice sorridere e tenere pulito un muro che hai dipinto tu insieme ad un bimbo più grande. E nel dopo pranzo le prime escursioni nel bosco che diventerà sede di laboratori».

Originale corso di inglese

E il tutto diventa anche una palestra di integrazione. Ci si parla in inglese, profughi e bimbi lavorano fianco a fianco, imparano a conoscersi, mangiano l’anguria insieme. «Un capovolgimento della prospettiva – fa notare Luca Ruscalla (Agathon) – da richiedenti asilo sono diventati portatori di aiuto». I genitori partecipano. «Bello vedere i nostri figli calcolare aree, misurare lunghezze e pesi per risolvere problemi pratici – dicono Gisella Malandrone, Alessandra, Catrin Decillis e Alessandra Ghione – noi non stiamo a guardare, dipingiamo, scrostiamo».

Un tassello importante è anche la pro loco, un pilastro della piccola frazione. «Questa scuola è stata costruita dal comune nel 1935, prima quando Serravalle era Comune era nella piazza della chiesa – raccontano Giglio Arri, Carlo Quirico e Giorgio Musso – ci sono materna ed elementari da sempre molto attive, ci veniamo ogni anno a suonare con le “cuse”. E poi quando eravamo giovani questo posto era anche l’oratorio della domenica». L’entusiasmo di bambini e insegnanti ha contagiato anche i «fornitori». «Regalerò parte delle vernici utilizzate – Beppe dei Magazzini del colore di corso Ivrea – non mi è mai successo di vedere tanto fermento per ristrutturare una scuola». L’azienda di arredi scolastici Mobilferro, ha deciso di rifornire la classe con particolari banchi trapezoidali disposti in cerchio e senza cattedra farà un grosso sconto. Costi che si sobbarcherà il Comune di Asti insieme al servizio di scuolabus.