“Salvini, non cacciare i nostri amici stranieri!”

La lettera dei bimbi della primaria è virale

Bimbi della primaria scrivono a Salvini: “Non cacciare i nostri amici stranieri!”
“La nostra è una scuola bellissima, perché è una scuola di amicizia in mezzo alla natura. Paul, Baba, Lamin, Moussa, Balde, Ismail, Coulibaly, Hagie e Alì Bright sono qui perché scappano dalla povertà e dalla guerra”.

Con queste parole inizia la lettera scritta dagli scolari di prima e seconda elementare della scuola di Serravalle, frazione di Asti. Gli alunni, partecipando al progetto “Bimbisvegli”, interagiscono e stringono amicizia con gli ospiti stranieri del Centro di accoglienza straordinario locale, gestito dalla società Agathon.

Simbiosi ed equilibrio

A loro volta, utenti stranieri del centro provenienti dalla Nigeria, frequentano la scuola, partecipando alle lezioni di inglese, come “tutor” dei piccoli. Tante le attività che hanno legato i bimbi della primaria di Serravalle ai migranti del Cas. Insieme, durante l’estate, hanno ridipinto la scuola e realizzato uno spettacolo teatrale in cui – giocando sul paradosso – sono gli italiani ad emigrare in Africa. Qui, una volta arrivati, devono fare i conti con le difficoltà e le controversie dell’accoglienza e dell’integrazione.

Insomma, la piccola comunità ha trovato una forma di simbiosi ed equilibrio coi migranti che rischia di essere minacciata dalle novità introdotte dal Decreto Sicurezza.

Decreto sicurezza: la reazione dei bimbi

A due degli ospiti del Cas, Paul e Lamin, è stato negato, per la seconda volta, lo status di rifugiato e quindi dovranno tornare in Nigeria. Da dove sono scappati per sfuggire alle milizie che hanno ammazzato parte della loro famiglia. I piccoli piemontesi non l’hanno presa bene.

“Cosa?” ha esclamato il piccolo Luca, quando la notizia è arrivata a scuola. “Ma lo sanno che sono scappati dalla povertà e dalla guerra?”.
Da qui l’idea di scrivere una lettera, con l’aiuto delle maestre Maria Molino, Mariagrazia Audenino e del maestro Giampiero Monaca, alla Commissione rifugiati del Ministero degli Interni.

L’appello

“Abbiamo saputo – spiega la lettera – che non avete dato il permesso a Paul e Lamin di restare qui al sicuro con noi. Così loro rischiano di andare in prigione o in guerra nei loro Paesi. Vi chiediamo, per favore, di farli restare qui insieme a noi, perché gli vogliamo moltissimo bene. Loro – concludono i bambini – sono stati un regalo per noi. Non vogliamo perderli”.